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Emozioni Azzurre
Creato Giovedì, 21 Novembre 2019


Risveglio dal letargo dopo 3 anni di assenza dal mio blog. Finalmente ho trovato di nuovo un buon motivo per scrivere qualcosa e alla base di tutto ci sono sempre loro: emozioni azzurre.

In questi 3 anni sono successe davvero molte cose, ma il tempo è tutto unito e le situazioni si sono susseguite così velocemente che a tratti non me ne sono nemmeno reso conto. Non so bene perchè, forse grazie alla pausa dagli allenamenti che solitamente mi tolgono molta energia, ma ora ho tempo di fermarmi e pensare, vorrei fare quello che rimando sempre, andare a trovare amici che non vedo e sento da un mare di tempo, o fare quelle cose che metto sempre dopo all'allenamento ed a tutto il resto e che alla fine non faccio mai, come scrivere...

Una piccola premessa, dal 2011 al 2017 sono stato parte stabile della nazionale, con una, due o anche tre maglie azzurre vestite ad ogni stagione. Sono quindi stati anni intensi, praticamente senza soluzione di continuità. Invece da luglio 2017, ovvero dagli Europei di Kamnik, fino a questo novembre, sono trascorsi due anni e mezzo molto duri per me atleticamente parlando. Ho vissuto due stop abbastanza lunghi e soprattutto capitati nei momenti peggiori della stagione, che mi hanno impedito di gareggiare o comunque di esprimermi al meglio nella 'mia' corsa in montagna e di conseguenza non ho più vestito la maglia azzurra. La cosa più frustrante però è stata quella di non potersela giocare sul campo...
Ci sono stati dei momenti in cui ho pensato che non sarei stato più nemmeno in grado di vestire quella maglia, come dopo aver perso tutta la stagione 2018, o come ad aprile di quest anno, quando durante un allenamento a Gattinara, dove Michelle mi accompagnava in bici, ho avvertito di nuovo fastidio al tendine d'achille, le ho confidato i miei timori ed ho apprezzato il suo tentativo di rincuorarmi. Era solo un fastidio, ma avevo già capito tutto e due mesi di stop non me li ha tolti nessuno. Per il secondo anno consecutivo sono stato costretto a guardare da fuori la prima parte di stagione.

Ci sono chiaramente cose ben peggiori nella vita, ma qui si parla di corsa e questo vi racconto.

Ho continuato a fare allenamenti alternativi e poi ho ripreso a correre, più per abitudine che per reale convinzione, per la prima volta senza la guida tecnica di mio papà, ho fatto tante gare e garette in modo abbastanza casuale, ero piuttosto demotivato, anche se in fondo la speranza non è mai scomparsa. Alla fine sono arrivato alla selezione per i mondiali al termine di una settimana in cui mi sono sempre sentito bene, cosa rara negli utlimi tempi e ad Arco, come per magia, mi sono ritrovato là davanti a giocarmi di nuovo quella maglia.

Quello che è successo dopo lo sapete, ho creduto fino all'ultimo di poter mettere sul piatto una gara onesta anche al Mondiale, ma non ci sono riuscito, la coperta era corta e si è visto.

alex

Prima di partire avevo pensato di godermi questa esperienza essendo consapevole che sarebbe potuta anche essere l'ultima con la maglia azzurra, pensavo davvero potesse essere il mio ultimo mondiale e magari lo sarà... ma se prima di partire ne ero abbastanza convinto, ora non lo sono più... è stato bello così.

italia

Sono ovviamente deluso dalla mia gara, quello che però non pensavo era che ne avrei tratto immediatamente stimoli incredibili. Dopo aver rivissuto quelle emozioni mi sento di nuovo motivato come non lo ero da tempo, pronto ad affrontare la fatica ed i sacrifici necessari per raggiungere quelli che sono i miei obiettivi. Consapevole che probabilmente non torneranno più le mie stagioni d'oro, ma convinto che il mio valore non sia quello mostrato in Argentina, curioso di esplorare nuovi orizzonti e provare nuove strade.

Ci ho messo qualche giorno per metabolizzare il tutto e metterlo nero su bianco. In questi giorni è stato bello leggere i post di tutti i ragazzi che erano là in Argentina con quella maglia azzurra addosso e percepire che le emozioni vissute e il vero spirito del 'mountan running', cosa più unica che rara, ha raggiunto tutti, o quasi. Vi lascio con una frase presa in prestito da Giovanna, che riassume tutto questo in modo impeccabile, non avrei saputo fare di meglio:

"un'esperienza così bella che se non l'avessi vissuta, avrei creduto essere solo un sogno"

italia_junior

italia_senior

puppi

xavi cesare

Spero che qualcuno leggendo questo possa trarne la forza necessaria per continuare a coltivare e credere nei propri sogni, ne vale sempre la pena, anche quando non sembra così.

Grazie a chi mi supporta da vicino, da lontano ed in qualsiasi modo.



Foto di Marco Gulberti